Viaggiare lentamente. La Francigena. Percorsi a piedi in Italia

Viviamo in un’epoca in cui la velocità ha preso il sopravvento. Facciamo tutto velocemente. Si mangia veloce, si sente senza ascoltare, si vede senza guardare, si saltella da un punto all’altro mentalmente e fisicamente, e si vivono sempre meno il momento e il luogo in cui ci si trova. ll qui e ora perde spazio per fare posto all’ovunque e al prima e dopo. La capacità di stare fermi a contemplare è sempre più rara, e molto spesso bisogna re-impararla.

Per prendere le distanze dai ritmi artificiali a cui siamo costantemente esposti, per tornare a ritmi più umani, dobbiamo tornare a intendere l’uomo come parte della natura e non come altro da essa. Camminare è la forma più antica di movimento umano, l’espressione del suo essere bipede ed “erectus” (a differenza della posizione che assumiamo quando fissiamo gli schermi dei nostri smartphone), ed è proprio camminando che si recupera questo stato di pace che sembrava perduto, spegnendo i telefoni e armandosi di mappa e guida cartacea.

L’Europa è ricca di luoghi dove poterlo fare, e la Via Francigena, ovvero il camino que viene de Francia, partendo da Canterbury per raggiungere Roma e poi il sud Italia rotta Gerusalemme, è un percorso incredibile.

Questa antica strada, lunga oltre 1700 km attraversa 4 stati (Regno Unito, Francia, Svizzera e Italia) tra boschi, laghi, mare e montagne passando per meravigliosi luoghi d’arte. Un insieme di vie, dette anche vie Romee ripercorre il tracciato battuto dai viandanti per raggiungere la città santa. Vie che hanno visto il lento andirivieni di mercanti, religiosi, soldati e avventurieri. Dalla fine del primo millennio la pratica del pellegrinaggio divenne più intensa, e le vie che portavano ai luoghi santi della Cristianità (Gerusalemme, Santiago de Compostela e Roma) sempre più trafficate.

In particolare la via Francigena, snodo per coloro che da sud volessero raggiungere Santiago, e quelli che dal nord avessero come meta Gerusalemme. Fino al XIII secolo fu canale privilegiato per il trasporto delle merci che arrivavano da oriente verso il nord Europa e per le fiere di Champagne. Nel medioevo, lungo la via Francigena viaggiò anche l’unità culturale europea.

Al giorno d’oggi è possibile percorrere questa via seguendo le tappe dell’illustre pellegrino Sigerico, ordinato Arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, che annotò le 80 mansioni in cui pernottò. Ognuno è libero di scegliere da dove iniziare e per dove passare, non esiste un punto d’arrivo, perché il viaggio non è una meta bensì il percorso. In Inghilterra accanto al Portico della Cattedrale di Canterbury vi è la pietra del km 0 dell’itinerario. Da qui gli itinerari VFE01 – da Canterbury a Shepherdswell e VFE02 – da Shepherdswell a Dover. Tra le scogliere e le campagne inglesi. Attraversata la manica si giunge a Calais, dalle Fiandre si attraversano l’Artois, la Champagne, la Franca Contea e l’abbazia di Clairvaux.

Poi si arriva a Lausanne. Suggestivi i passaggi alpini Gran San Bernardo e il Moncenisio, che portano finalmente in suolo italiano, tra Val d’Aosta e Val di Susa. Al nord oltre alle montagne ci sono i luoghi della pianura Padana con la campagna lombardo-emiliana tra Pavia e Piacenza, il fiume Po. Poi il Passo della Cisa. Pontremoli, Aulla, Santo Stefano Magra, Sarzana e Luni, dove si congiungeva la via di Spagna, la quale portava i pellegrini spagnoli a Roma e quelli italiani a Santiago de Compostela. Ed ecco la Toscana e il Mediterraneo con le spiagge della Versilia. Lucca Siena, e i borghi medievali San Gimignano e San Miniato e poi la Val d’Orcia, la val di Paglia e Acquapendente, dove vi è l’itinerario della antica via Cassia attraverso Bolsena, Montefiascone, Viterbo e Sutri, fino ad arrivare a Roma. Poi ci sono la Via Appia e la Prenestina, verso Campania e Puglia.

La via Francigena è per tutte le età, un’esperienza indimenticabile, dove scoprendo profumi e sapori si scopre sé stessi. Il desiderio di onnipotenza e onnipresenza dell’uomo sembra essersi realizzato nella forma più misera, sacrificando la felicità a favore dell’apparenza. Ritrovarla è semplice, lentamente, lungo il cammino.

Pubblicato da Claudia Loiacono su EconomiadeMallorca. 

Toscana

Viajar despacio. La Vía Francígena. Vamos a pie por Europa

Vivimos en una época en la que la velocidad ha tomado el control. Lo hacemos todo de forma frenética. Se come rápido; se ve, no se mira; se oye en vez de escuchar. Se salta de un punto a otro mental o físicamente y se vive cada vez menos el lugar y el momento concretos. El aquí y el ahora pierden su protagonismo, para dejar sitio al “en todos lados” y al antes y después. La capacidad de estar parados es cada vez más escasa, y a menudo hay que re-aprenderla.

Para alejarse de los ritmos artificiales a los que estamos constantemente expuestos, tenemos que volver a considerar al hombre parte de la naturaleza y no algo ajeno a ella. Caminar es la forma más antigua del movimiento humano. Es la mínima expresión del ser bípedo y “erectus” (muy diferente a la posición que adoptamos cuando nos quedamos atontados ante las pantallas de nuestros smartphones), y es precisamente caminando como se recupera esta condición que parecía perdida: apagando el móvil y cogiendo un mapa y una guía en papel.

En Europa abundan lugares donde poder hacerlo. La Vía Francígena (es decir, “​el camino que viene de Francia, saliendo de Canterbury para llegar a Roma y luego al sur de Italia rumbo a Jerusalén) es un recorrido increíble. Esta antigua carretera mide más de 1700 km y cruza cuatro países (Reino Unido, Francia, Suiza e Italia) entre bosques, lagos, mares y montañas.

Es un conjunto de vías también conocido como Vías Romeas, que recorren la ruta de los viandantes que peregrinan hacia la Ciudad Santa. Vías que vieron el lento vaivén de mercantes, religiosos, soldados y aventureros. Desde finales del primer milenio, la práctica del peregrinaje se intensificó, y las carreteras que llevaban a los lugares santos de la cristiandad (Jerusalén, Santiago de Compostela y Roma) eran muy concurridas.

Hasta el siglo XIII, la Vía Francígena fue un canal privilegiado para el transporte de mercancías llegadas de Oriente hacia el Norte de Europa y las ferias de Champagne. En la edad media, por la Vía Francígena, viajó también la unidad cultural europea.

Hoy en día es posible recorrerla siguiendo las etapas del ilustre peregrino Sigerico, arzobispo de Canterbury que registró las 80 mansiones en las que se alojó. De todos modos, es posible puede organizarse el camino libremente. No existe una llegada porque el viaje no es un destino sino el propio recorrido.  La piedra del km 0 se encuentra en Inglaterra, junto a la Catedral de Canterbury. Desde este punto se parte en dirección a Shepherdswell y Dover, entre acantilados y campos ingleses.

Una vez cruzado el Canal de La Mancha, se reanuda la ruta en Calais. En Flandes se pasa por el Artois, la Champagne, la Franca Contea y la abadía de Clairvaux. Así se llega a Lausanne. Muy sugerentes son los paisajes alpinos del Gran San Bernardo y del Moncenisio, que introducen la ruta en el territorio italiano entre Val d’Aosta y Val di Susa.

Al norte, más allá de las montañas se halla la llanura Padana con el campo lombardo-emiliano, el río Po y el Paso de la Cisa. Se llega a Toscana con las playas de la Versilia, Lucca, Siena, y los pueblos medievales de San Gimignano y San Miniato. Más adelante, siguiendo en dirección a Roma, la ruta pasa por las preciosas Val d’Orcia y Val di Paglia y el itinerario de la antigua vía Cassia a través de Bolsena,Viterbo y Sutri, hasta llegar a Roma. Desde allí la Vía Appia y la Prenestina, hacia Campania y Apulia.

La Vía Francígena es para todas las edades. Es una experiencia inolvidable en la que, descubriendo perfumes y sabores, se descubre a uno mismo. Hoy en día, el deseo de omnipotencia y omnipresencia del hombre toma forma de la manera más mísera, sacrificando la felicidad por la apariencia. Reencontrarla es sencillo, despacio, por el camino.

 

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